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Servizio di valutazione del rischio legionellosi

Il nostro approccio alla riduzione del rischio legionellosi è nato nel Regno Unito oltre 25 anni fa, il che ha reso Nalco una delle prime aziende al mondo a fornire servizi di riduzione del rischio legionellosi in modo specifico. Le nostre pratiche si basano sulle pratiche migliori del settore e sulle linee guida provenienti da tutto il mondo. Il nostro approccio ha rispecchiato l'emergente approccio alla riduzione del rischio legionellosi che modella i piani "Hazard Analysis and Critical Control Point (HACCP - Analisi dei rischi e controllo dei punti critici)" stabiliti nel 1996 dall'industria alimentare negli Stati Uniti per ridurre la trasmissione di organismi infettivi dal cibo agli esseri umani.
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Ulteriori informazioni

La base del nostro portafoglio di servizi negli ultimi 20 anni è un piano Hazard Analysis and Critical Control Point (piano HACCP). L'analisi dei rischi è il primo passo fondamentale per la riduzione dei rischi in un sito. Questa revisione approfondita del sistema e valutazione dei rischi va al di là dei fattori di rendimento operativo tradizionali. Esso analizza ciascun sito e sistema secondo un modello di rischio completo per la proliferazione di microrganismi patogeni, la diffusione aerea e l'identificazione della suscettibilità della popolazione. Un piano HACCP fornisce un documento completo che valuta il rischio globale del sito, nonché il rischio delle singole unità di processo e i punti critici di controllo, per poi fornire piani d'azione che servono come quadro di riferimento per un programma di gestione del rischio specifico di un sito e continuo.

Il piano HACCP è uno strumento di lavoro, progettato affinché la revisione regolare documenti i cambiamenti di un sito. L'approccio è stato progettato in conformità alle pratiche correnti raccomandate e alle linee guida sul controllo della legionella dell'Occupational Safety and Health Administration (OSHA), i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC), il Cooling Technology Institute (CTI), la American Society of Heating Refrigeration, and Air Conditioning Engineers (ASHRAE) e la Health and Safety Commission (HSC) nel Regno Unito, per citarne alcune.

Il modello HACCP

Principio 1 - Analisi dei rischi
Si tratta di un primo passo fondamentale per valutare i potenziai rischi e condizioni associati tenendo presente il sistema idrico dell'edificio per decidere quali siano quelli significativi e che vanno affrontati nel piano HACCP.

Principio 2 - Identificazione dei CCP
I punti critici di controllo (CPP) sono punti in cui è possibile applicare il controllo, essenziale per prevenire o eliminare un rischio per la sicurezza o ridurlo a un livello accettabile per evitare che arrechi danno alle persone.

Principio 3 - Limiti critici dei CCP
Per ciascun CCP vengono stabiliti limiti massimi e/o minimi al fine di prevenire, eliminare o ridurre a un livello accettabile il verificarsi di un rischio.

Principio 4 - Monitoraggio dei CCP
Una sequenza pianificata di osservazioni o misurazioni per valutare se un CCP è sotto controllo e per produrre un rapporto accurato per un utilizzo futuro in sede di verifica.

Principio 5 - Azione correttiva
Una procedura che definisce le azioni necessarie per correggere le condizioni in un CCP quando i risultati dei test sono al di fuori dei limiti critici.

Principio 6 - Procedure di verifica
Vengono seguite procedure di verifica, diverse dal monitoraggio, per assicurarsi che il piano HACCP stia funzionando e che il sistema stia procedendo secondo il piano.

Principio 7 - Documentazione e registri
Viene definito e seguito un piano HACCP scritto, mantenuto e conservato.

Il piano HACCP

Viene prodotto un piano HACCP scritto completo con i sei seguenti elementi:
1. Membri del team HACCP
2. Diagrammi di flusso dei processi per i sistemi idrici con passi CPP identificati
3. Riepiloghi delle analisi dei rischi per descrivere le fasi del processo idrico, i potenziali rischi o la pertinenza con una dichiarazione di base, e il controllo dei rischi corrente o raccomandato.
4. Monitoraggio pianificato stabilito per documentare ciascun CCP, la frequenza con cui ciascun CCP è monitorato e il periodo di tempo entro il quale andranno adottate azioni correttive quando si superano i limiti critici.
5. Procedure di convalida che includono le prove scientifiche usate per convalidare la selezione di ciascun CCP e ciascun limite critico selezionato dal team HACCP. La selezione dei limiti critici dovrà rispettare le linee guide o i regolamenti locali.
6. Procedure di verifica che comprendono tutte le attività di verifica e la frequenza con cui saranno eseguite.

Codice di buona pratica di Nalco

L'approccio di Nalco alla riduzione del rischio legionellosi si basa sulle migliori pratiche globali e sui nostri oltre 75 anni di esperienza nel settore del trattamento dell'acqua. I nostri servizi sono forniti da un team di esperti EHS (Environmental Health Services) dedicato, specificamente formato nella gestione e il controllo del rischio legionellosi. La nostra missione è ridurre i rischi per la salute causati da agenti patogeni.